Malattia emorroidaria e gravidanza: cause e sintomi

Malattia emorroidaria e gravidanza

La malattia emorroidaria, comunemente nota come emorroidi, è un disturbo frequente durante la gravidanza. Molte donne che non hanno mai sofferto di questo disturbo iniziano ad avere i primi sintomi proprio a partire dal secondo trimestre. Le emorroidi sono rigonfiamenti venosi del retto distale e del canale anale che svolgono una funzione molto importante nel mantenimento della continenza e nel corretto meccanismo dell’evacuazione. Si parla invece di malattia emorroidaria quando le emorroidi si congestionano, gonfiandosi e infiammandosi.

Qual è la prevalenza della malattia emorroidaria in gravidanza?

La prevalenza della malattia emorroidaria nelle donne in gravidanza è elevata, intorno al 30-40% delle donne secondo le stime più recenti e autorevoli. L’incidenza maggiore si raggiunge durante il terzo trimestre, dove la percentuale delle donne sintomatiche per malattia emorroidaria sale fino al 50%.

Quali sono le cause principali della malattia emorroidaria in gravidanza?

  • Aumento della pressione intraddominale: L’utero in crescita esercita pressione sulle vene pelviche e sulla vena cava inferiore, ostacolando il ritorno venoso dalla pelvi. Questo aumento di pressione porta alla dilatazione delle vene emorroidarie con conseguente congestione delle stesse.
  • Cambiamenti ormonali: L’aumento dei livelli di progesterone durante la gravidanza comporta il rilassamento delle pareti delle vene, rendendole più suscettibili alla dilatazione.

  • Stitichezza: La stitichezza è molto comune in gravidanza ed è causata dai cambiamenti ormonali e dalla pressione dell’utero sull’intestino. Lo sforzo ripetuto durante l’evacuazione comporta l’infiammazione delle pareti dei vasi emorroidari.

  • Aumento del volume sanguigno: Durante la gravidanza, il volume sanguigno aumenta significativamente, contribuendo ulteriormente alla dilatazione delle vene del comparto pelvico.

Quali sono i sintomi della malattia emorroidaria in gravidanza?

  • Dolore o fastidio anale, specialmente durante la seduta.
  • Prurito o irritazione nella regione anale.

  • Sanguinamento rettale, solitamente di colore rosso vivo, durante o dopo l’evacuazione.

  • Gonfiore o protuberanze nell’area anale.

  • Sensazione di umidità a livello anale