
Dopo la visita proctologica, prima dell’inizio della riabilitazione, ove indicata, il fisioterapista del pavimento pelvico effettua una valutazione approfondita per capire come le disfunzioni del pavimento pelvico possano predisporre alle patologie proctologiche riferite.
Questa valutazione è fondamentale per definire un piano di riabilitazione personalizzato e può essere divisa in 4 momenti:
È il tempo più prezioso, in cui il paziente racconta tutto ciò che reputa essenziale del suo stato di salute.
Il fisioterapista chiederà al paziente di fornire informazioni riguardo al suo stato di salute attuale e pregresso, alla terapia farmacologica, al motivo del rinvio in riabilitazione e alla sintomatologia pelvica, in modo da completare quanto riportato dal paziente. Verrà inoltre presa visione degli esami strumentali.
Dopo aver raccolto l’anamnesi, il fisioterapista procede con l’esame fisico. La valutazione del pavimento pelvico può avvenire sia attraverso tecniche esterne (manuali) che interne (per via vaginale o anale, a seconda della problematica). Il fisioterapista eseguirà:
Ispezione e palpazione esterna
Esame neuro- muscolare per via vaginale o anale
Valutazione delle sinergie muscolari diaframma-addomino-pelviche
Valutazione con Elettromiografo di superficie (Biofeedback)
Partendo dalla diagnosi proctologica e sulla base della valutazione, il fisioterapista costruisce un piano di trattamento individuale, illustrando al paziente la propria problematica e rendendolo consapevole, così da definire insieme a lui il miglior percorso riabilitativo.
Nel caso in cui il paziente presenti problematiche complesse, il fisioterapista del pavimento pelvico lavora a stretto contatto con altri specialisti (medici proctologi, nutrizionisti, ecc.) per un approccio riabilitativo globale.
A cura di: Dr. Gianluca Chiappa