SINTOMI, CAUSE E CURA
Il polipo anale è una massa di tessuto che origina dagli strati superficiali della mucosa anale. La maggior parte dei polipi anali è asintomatica e viene diagnosticata durante una visita proctologica o un esame endoscopico. Il trattamento prevede l’asportazione del polipo anale cercando di rimuovere la base di impianto del polipo stesso per assicurarne una valutazione istologica adeguata.
Il polipo anale è un eccesso di tessuto che origina solitamente dagli strati superficiali della mucosa anale e protrude nel canale anale o all’esterno di esso. Esistono varie tipologie di polipi, nella maggior parte dei casi sono lesioni benigne che non hanno pericolo di trasformazione neoplastica. I polipi che crescono più frequentemente a livello anale sono di natura fibroepiteliale o infiammatoria. Non vanno confusi con i condilomi acuminati, lesioni che originano dall’infezione da Papilloma Virus.
La maggior parte dei polipi anali è asintomatica e viene diagnosticata durante una visita proctologica o un esame diagnostico endoscopico (colonscopia e/o rettoscopia).
Quando crescono di dimensione, posso dare i seguenti sintomi:
Le cause della formazione di un polipo anale sono diverse a seconda della natura del polipo stesso. Per quanto riguarda i polipi fibroepiteliali essi possono originare dalle cellule epiteliali del canale anale in risposta ad uno stimolo infiammatorio o traumatico. La ragade anale, per esempio, è una condizione infiammazione che si associa spesso alla formazione di un polipo, che in questo caso prende il nome di “polipo sentinella”.
Nel momento in cui vengono diagnosticati durante una visita proctologica, i polipi del canale anale devono essere asportati ed inviati ad esame istologico per definirne la natura. L’asportazione di un polipo anale deve essere eseguita durante un intervento chirurgico in anestesia locale o spinale cercando di rimuovere la base di impianto del polipo stesso per assicurarne una valutazione istologica adeguata.
Una visita proctologica è un esame medico che serve a valutare la salute dell’ano e del retto.
Nella prima parte della visita il medico chiede al paziente di descrivere i sintomi e il motivo per cui è stato inviato a svolgere questa visita.
Il medico porrà delle domande sulla storia clinica del paziente e su eventuali fattori di rischio (alimentazione, attività fisica, ecc.).
Si passa poi all’esame proctologico vero e proprio che si divide in 3 fasi:
1. Ispezione: il medico esaminerà la zona anale alla ricerca di eventuali lesioni, infiammazioni o anomalie.
2. Esplorazione rettale: questa è la parte più comune della visita. Il medico inserirà delicatamente un dito guantato e lubrificato nell’ano per palpare la zona interna e valutare la presenza di eventuali irregolarità, come emorroidi, ragadi o tumori.
3. Anoscopia: in alcuni casi, il medico potrebbe utilizzare un anoscopio, uno strumento a forma di tubo, per visualizzare in modo più dettagliato la parte inferiore del retto.
Durante la visita il paziente deve assumere la posizione di Sims, ovvero di decubito laterale sinistro con le ginocchia piegate verso il petto. Questa posizione facilita l’accesso alla zona da esaminare.
– Preparazione del paziente alla visita proctologica:
– Pulizia: è consigliabile effettuare una pulizia accurata della zona anale prima della visita.
– Microclisma: prima di una visita proctologica è necessario eseguire un piccolo clistere per pulire l’ampolla rettale e permettere una corretta valutazione da parte del medico.
Visite in regime di Libera Professione presso Ospedale Niguarda di Milano
Medico Chirurgia Generale
Proctologo
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